Il nome Pivot a molti suonerà estraneo ma Bernard Pivot è probabilmente il maestro di tutti gli intervistatori, una nave scuola del mestiere fatta persona. Per quasi tre decenni Bernard Pivot ha ricevuto milioni di francesi nel salotto di “Apostrophes“, la più famosa trasmissione letteraria del mondo. Oltre mille puntate, una messa laica, dialoghi entrati nella storia televisiva con Nabokov, Calvino, Simenon, Kundera, Foucault, Sagan, Duras, Solzenitsyn e così via. Tutti gli scrittori che vi hanno ‘obbligato’ a  leggere tra liceo e università lui li ha intervistati.

Bernard Pivot era abituato a concludere ogni sua intervista con 10 domande, si ispirava a Marcel Proust – diceva – ma per noi rimarranno sempre sue. Queste domande, semplici ma pungenti, capaci di aprire mondi interessantissimi, sono state un emblema del suo stile e dato che “l’imitazione è la forma più sincera di ammirazione“, ci sembrava ingiusto non dedicare questo ‘format’, che utilizzeremo in tutte le nostre interviste, all’intervistatore che più ammiriamo.

 

  1. Qual è la tua parola preferita?
  2. Qual è la parola che odi di più?
  3. Cosa ti eccita creativamente, spiritualmente o emozionalmente?
  4. Cosa invece ti schifa?
  5. Qual è la parolaccia, bestemmia o insulto che preferisci?
  6. Un suono o un rumore che ami?
  7. Un suono o un rumore che odi?
  8. Che professione oltre alla tua avresti voluto tentare? E quale non vorresti mai fare?
  9. Se Dio esistesse, che cosa vorrebbe che le dicesse, dopo la sua morte?
  10. Se TOM fosse un [            ] quale sarebbe e perchè?