Nato sotto il segno di Saturno, Riccardo è uno stylist di origine torinese affascinato dal cinema anni settanta, ottanta e novanta, dalla fotografia in 35mm e da tutte le città malinconiche, specie se dell’est Europa. Creativo e confuso, alla continua impossibile ricerca di ciò che è significativamente bello.

THE PIVOT-ish QUESTIONNAIRE

  1. Qual è la tua parola preferita? Sono mesi se non anni che me lo chiedo. Sono troppo indeciso e volubile: ne sceglierei una per poi pentirmene il giorno dopo. 
  2. Qual è la parola che odi di più? Problema, la parola che purtroppo sento più volte ogni giorno. 
  3. Cosa ti eccita creativamente, spiritualmente o emozionalmente? Creativamente mi eccita ciò che è reale, tangibile proprio perché voglio mantenere una visione sulla realtà, su ciò che accade. Se poi c’è dell’ironia pungente, ancora meglio. Spiritualmente ed emozionalmente sono attratto da ciò che ha un tono malinconico, un po’ riflessivo, a volte tormentato. 
  4. Cosa invece ti schifa? La banalità. Zero stimoli e zero reazioni non fanno per me. 
  5. Qual è la parolaccia, bestemmia o insulto che preferisci? Cazzo (spesso urlata). 
  6. Un suono o un rumore che ami? Le corde del violoncello, le onde del mare di mattina e la voce di Milva. 
  7. Un suono o un rumore che odi? Il casino infernale della metro nelle grandi città. 
  8. Che professione oltre alla tua avresti voluto tentare? E quale non vorresti mai fare? Sicuramente avrei studiato per diventare storico dell’arte o fotografo. Non ho mai voluto fare un mestiere che riguardasse meccanismi logici o prettamente tecnici. 
  9. Se Dio esistesse, che cosa vorresti che ti dicesse, dopo la tua morte? Niente. Vorrei semplicemente che duettassimo sulle note di Believe di Cher. 
  10. Se TOM fosse [ fill in the blanlk ], quale sarebbe e perché?
    Sarebbe un auto, in particolare una Porsche 911 Carrera 3.2. Chi è che non ama le Porsche degli anni Ottanta?!