Un nuovo hub creativo dell’arte contemporanea

parole | Anthea Pappà
traduzione | Stavros Pappas

Palazzo storico del 1200, affreschi barocchi con scene tratte dalla mitologia greca e romana, scalinate di marmo e forti contrasti di luce: questo è il contesto dove, dallo scorso Marzo, artisti contemporanei da tutto il mondo hanno avuto la possibilità di creare ed esporre le loro opere.

Il palazzo Monti artist residence, è un’iniziativa cominciata da Edoardo Monti, che oltre ad essere un conoscitore di cactus, come scrive nel sul bio di instagram, è responsabile PR di Stella McCartney a New York.
Amante dell’arte, trascorre le sue serate fra  musei e gallerie d’avanguardia della grande Mela e  non solo, visto che i suoi viaggi spessissimi lo portano ad essere in un costante jet-lag.

L’artist-in-residence cioè la pratica dell’ospitalità per artisti a fine di ispirare  la ricerca e la creazione di opere, ha cominciato ad espandersi in Italia a partire dagli anni sessanta. Durante questi decenni ha avuto diversi obbiettivi a seconda del contesto e del fondatore, a volte a fini di promuovere un certo spazio a volte per realizzare un progetto specifico.

Negli ultimi anni, nel contesto della cultura dello sharing scatenato dai social media e l’introduzione della nuova generazione di millenials di artisti e curatori  estremamente social, le residenze si sono trasformate in un posto d’incontro fra l’artista e la communita (nel senso locale e globale).  Le opere ed il processo creativo,  non sono più nascoste, accessibili solo da un elite di collezionisti e curatori, ma fanno parte della open library di instagram, spaccando cosi il muro fra i due mondi.

Questa era anche la visione di Edoardo quando ha fondato Palazzo Monti Artist-in-residence : creare uno spazio completamente indipendente da qualsiasi tipo di istituzione, dove promuovere la collaborazione, internazionalità e completa libertà di espressione della nuova generazione di artisti e creativi di tutti i tipi. Il programma infatti è interamente finanziato dalla famiglia Monti ed è gratuito per gli artisti ospitati, che sono selezionati dal comitato che ha sede a New York.

Direi che il suo obiettivo lo ha raggiunto piuttosto in fretta. L’Open Studio, la prima mostra collettiva degli artisti riseduti dallo scorso Marzo fino al 21 di Ottobre, è stato un successo inaspettato,  dice Edoardo. Frutto della collaborazione di tre enti, Palazzo Monti, FRAMA, e Dry magazine, la mostra è stata una vera e propria prova della nuova cultura del coinvolgimento collettivo che muterà sempre di più il panorama artistico.